Somma Vesuvio: il vecchio, immenso vulcano di Napoli

Dove oggi ci sono il Vesuvio e il monte Somma esisteva un immenso vulcano: storia del vecchio edificio e curiosità sull'eruzione che distrusse Pompei.

Il Vesuvio è uno dei vulcani più conosciuti e pericolosi al mondo sia per la potenziale forza distruttiva che per l’impressionante numero di persone che vivono alle sue pendici. Prima che si formasse il promontorio col cratere vulcanico che caratterizza oggi il paesaggio di Napoli, esisteva però un immenso vulcano definito come complesso Somma Vesuvio, formatosi 25.000 anni fa. Precedente alla sua formazione, l’area era già caratterizzata da un’attività vulcanica iniziata oltre 400.000 anni fa. In uno speciale televisivo di Focus dedicato al Vesuvio e al Somma, il divulgatore scientifico Luigi Bignami spiega che è possibile fissare questa data perché «nell’area sono state fatte diverse perforazioni e sono state portate in superficie rocce che risalgono proprio a quel periodo».

Nell’approfondimento di Focus, inoltre, il ricercatore dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) Mauro Antonio di Vito spiega che il vulcano doveva avere un’altezza di 1.600-1.800 metri sul livello del mare, mentre altre tesi sostengono, invece, che il vulcano dovesse superare i 2.000 metri.

A causa di  varie eruzioni avvenute nel corso dei millenni, il Somma Vesuvio si è continuamente trasformato, subendo una serie di collassi, tanto che oggi ne è visibile solo il fianco settentrionale che identifichiamo come il Monte Somma.

Breve storia geologica del Somma Vesuvio

Secondo ipotesi storiche, l’evento che provocò la distruzione del Somma Vesuvio fu l’eruzione del 24 Agosto 79 d.C. e con essa ci fu la formazione di un primitivo Vesuvio, accresciuto poi durante i secoli. Le teorie degli ultimi decenni, però, tendono a ritenere errata questa ipotesi.

In un articolo pubblicato nel 1999 sulla rivista scientifica internazionale “Bulletin of Volcanology“, dal titolo “Pyroclastic deposits as a guide for reconstructing the multi-stage evolution of the Somma-Vesuvius Caldera“, si afferma che il complesso Somma Vesuvio abbia subito una serie di trasformazioni a seguito di crolli avvenuti nel corso di tre Eruzioni Pliniane.

Le due più antiche eruzioni, quella delle Pomici di Base (circa 18.000 anni fa) e quella delle Pomici di Mercato (circa 8.000 anni fa) provocarono il collasso della sommità del vecchio vulcanocausato dallo svuotamento della camera magmatica e dell’incapacità di sostenere il peso, ndr – e il vulcano passò da circa 1.600 metri di altezza a poco meno di 1.400 metri. Fu però la terribile Eruzione delle Pomici di Avellino (cosiddetta in quanto le pomici – piccole pietre vulcaniche contenenti bolle di gas – arrivarono fino all’area in cui oggi sorgono Nola e Avellino, depositando uno strato di circa 50 centimetri di polvere) a distruggere la parete sud-occidentale del Somma Vesuvio che crollò su se stessa.

elaborazione trasformazione vesuvio monte somma
Rielaborazione a cura di Frame Zone del processo di trasformazione del Somma Vesuvio nel corso dei millenni.

L’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che osserva il Vesuvio 24 ore su 24, riporta che dallo sprofondamento del Somma Vesuvio fu generata una caldera e in epoca più vicina cominciò la formazione del Vesuvio accresciuto poi al suo interno.

La caldera, cioè la depressione sub-circolare che si è così creata, viene chiamata Valle del Gigante. Questa si divide a sua volta in Valle dell’Inferno (ad est) e Atrio del Cavallo (ad ovest).

Si può affermare che il complesso Somma Vesuvio è un vulcano all’interno di un altro vulcano e che la camera magmatica dei due vulcani è la stessa: si trova a circa 8-10 km di profondità e, stando a quanto affermato da alcuni studiosi, pare abbia un’estensione di 400 chilometri quadrati.

Perché si fissa al 24 agosto 79 d.C. la data dell’eruzione?

La data della terribile eruzione, che secondo alcuni studiosi distrusse il complesso Somma Vesuvio, viene fissata al 24 agosto grazie a una lettera che Plinio il Giovane scrisse a Tacito per raccontare come era morto suo zio, Plinio il Vecchio, durante l’esplosione. Alcuni studiosi, però, sostengono che la data riportata nella lettera sia errata e che l’eruzione sia avvenuta, in realtà, il 24-25 ottobre dello stesso anno.
Il motivo per il quale vi è questo sospetto è che la lettera scritta da Plinio non esiste più fisicamente ma, come afferma il paleontologo, divulgatore, scrittore e conduttore TV Alberto Angela, in un servizio del programma di Rai Uno “Passaggio a Nord Ovest“, sono conservate solo le copie della lettera che il Plinio il Giovane scrisse a Tacito, copie trascritte nel Medioevo dai monaci amanuensi e di cui vi sono più versioni con date diverse.

Gli indizi che farebbero pensare all’errore storico non sono solo da individuare nelle lettere, ma anche in alcuni reperti rinvenuti in varie case di Pompei, dove sono venuti alla luce bracieri contenti cenere e carboni. Gli esperti ritengono, pertanto, che al momento dell’esplosione facesse freddo e quindi si escluderebbe l’ipotesi che l’eruzione sia avvenuta in estate. Inoltre, ad avvalorare la tesi autunnale dell’eruzione sono stati i ritrovamenti di frutta, castagne e noci secche e altri prodotti che di solito vengono raccolti in autunno, oltre al ritrovamento di contenitori sigillati contenti vino.

Ad ogni modo, va precisato che l’evento che distrusse Pompei ed Ercolano non fu l’eruzione in sé per sé, quanto piuttosto la quantità enorme di detriti vulcanici che furono riversati sulle città e l’altissima temperatura che si raggiunse.
A proposito dei terribili momenti vissuti dagli abitanti dell’epoca è ancora Alberto Angela, in un commento sull’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. rilasciato al Tg1 (5 giugno 2018), a spiegare cosa accadde in quelle terribili ore:

«Il vulcano è esploso all’improvviso con una colonna che è arrivata fino a 40 chilometri di altezza (un aereo, quando lo vedete piccolo in cielo, arriva a 10-12.000 chilometri!) e ha fatto cadere su Pompei una grandine di sassolini leggerissimi, le pomici, che hanno sepolto la città nell’arco di tante ore. La gente è morta anche per i crolli.

Poi questa colonna, all’improvviso, andando in alto, non ce l’ha più fatta, si è seduta trasformandosi in valanghe, in correnti piroclastiche, valanghe ardenti che hanno ucciso tutti a Ercolano: arrivava a 100 km all’ora con 500/600 gradi di temperatura. Quindi: morte all’istante. Invece a Pompei sono arrivate queste valanghe un po’ più fredde, ma sicuramente hanno ucciso, soffocando le persone e seppellendole vive. La grande differenza fra oggi e ieri – intendo 2.000 anni fa – è che i pompeiani non sapevano di avere accanto un grande vulcano».

Il Parco nazionale del Vesuvio

Tornando invece alle formazioni che ci sono oggi, il Monte Somma e il Vesuvio sono collegati dalla caldera del vecchio vulcano e richiamano ogni anno migliaia di turisti ed escursionisti.

parco nazionale del vesuvio
Cartello che dà il benvenuto nel Parco Nazionale del Vesuvio

Il complesso Somma Vesuvio fa parte del Parco Nazionale del Vesuvio istituito nel 2005 ed è uno dei territori più visitati al mondo. È composto da 11 sentieri lunghi complessivamente 54 chilometri che consentono di esplorare i due edifici vulcanici nella loro interezza. I sentieri del Parco sono:

  • La Valle dell’Inferno (sentiero 1);
  • Lungo i Cognoli (sentiero 2);
  • Monte Somma (sentiero 3);
  • Riserva Tirone (sentiero 4);
  • Grande Cono (sentiero 5);
  • Strada Matrone (sentiero 6);
  • Vallone della Profica (sentiero 7);
  • Trenino a Cremagliera (sentiero 8);
  • Fiume di Lava (sentiero 9);
  • Olivella (sentiero 10);
  • Pineta di Terzigno (sentiero 11).
🔎 Leggi anche →  “Escursione Velle dell’Inferno: da Monte Somma al Vesuvio”

Il luogo più visitato è, per ovvie ragioni, il cratere del Vesuvio. Negli ultimi anni, infatti, è aumentato in modo esponenziale il numero dei turisti che lo visitano. Anche nel 2018 il trend è stato più che positivo: secondo i dati ufficiali del parco nazionale del Vesuvio, si sono registrate 665.945 presenze con un incremento del 9% rispetto al 2017.

I sentieri 1 e 2 sono due percorsi ad anello, perché la meta dell’itinerario corrisponde al punto di partenza. Questi si sviluppano sul Monte Somma e hanno un primo tratto in comune. Entrambi i sentieri, infatti, partono da Ottaviano, dalla cosiddetta Valle delle Delizie, un piazzale che si trova nella parte finale dell’omonima strada che sale verso il monte.

Il primo sentiero consente – come si diceva sopra – di raggiungere la Valle dell’Inferno, cioè la caldera del vecchio vulcano, per poi ritornare al punto di partenza. Il percorso, però, una volta giunti alla Valle consente di fare una deviazione e di arrivare fino al gran cono del Vesuvio. Il percorso numero due, invece, consente di raggiungere i Cognoli del Somma, cioè le vette sommitali del monte.

 

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