Panama City, una città eclettica e dai tanti volti dove vivere molte idee di viaggio

Panama City, la capitale dell'omonimo Stato, è una città eclettica e con tante attrazioni: una piccola guida a cosa vedere e che fare.

Da buona capitale dell’omonimo Stato, Panama City è una città piena di contrasti e di differenze: c’è la Panama coloniale che ricorda le ambientazioni dei romanzi del realismo magico del Casco Viejo, dove ancora oggi è possibile imbattersi soprattutto nei giorni di festa in uomini e donne nei vistosi abiti tradizionali, e la Panama del distretto finanziario immediatamente riconoscibile per i grattacieli, i casinò, gli hotel e i centri commerciali di lusso frequentati soprattutto da turisti e stranieri e c’è, ancora, la Panama della natura che non ci si aspetta – non al centro di una metropoli, almeno – e che permette di familiarizzare con flora e fauna dei Tropici.

La capitale dello stato del Panamà è una meta ideale, insomma, per un turista eclettico, alla ricerca di avventure diverse, desideroso di immergersi nell’anima latina ma senza rinunciare al tocco cosmopolita di una città che è in tutto e per tutto una città occidentale.

Cosa vedere a Panama City: tra shopping e tramonti al Casco Viejo

Una visita di di Panama City non può che iniziare dalla zona più caratteristica: il Casco Viejo.

Una passeggiata nel Casco Viejo, visitando la Chiesa di San José e arrivando alla Plaza de Francia

Il Casco Viejo è la vecchia zona entro le mura della città di Panama: dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO è popolata oggi quasi esclusivamente da turisti, nonostante, soprattutto dopo il tramonto, il quartiere diventi il cuore della movida cittadina grazie ai numerosi locali dall’aspetto e dalle proposte fusion e nonostante sia possibile scorgere ancora, ai piani più alti soprattutto, appartamenti abitati da gente del posto e secondo un perfetto stile coloniale.

Panama City
I tradizionali edifici in stile coloniale del Casco Viejo di Panama City. Foto di Virginia Dara

Passeggiando tra i vicoli del Casco Viejo non è difficile imbattersi in gatti sonnecchianti, artisti che dipingono per strada quadri coloratissimi – con cui, se si padroneggia l’arte del contrattare, si possono chiudere ottimi affari – e donne e uomini in abiti tradizionali.

Panama City
Il vecchio centro storico della città di Panama è il luogo ideale dove fare affari se si ama l’arte. Foto di Virginia Dara

Le prime indossano la pollera: un lungo abito di cotone bianco, arricchito da disegni che rappresentano flora e fauna locale, completato da vistosi accessori per i capelli in oro e madreperla e generalmente portato durante le feste religiose, secondo una tradizione di origine andalusa.

Seppure più raramente, gli uomini vestono invece la guayabera, una tradizionale camicia di cotone o lino, con due o quattro tasche anteriori e attraversata da alforzas, piccole pieghe verticali.

Una passeggiata al Casco Viejo, comunque, non può concludersi almeno con una visita alla Chiesa di San José. Al suo interno c’è un famoso altare d’oro che, oltre per la sua magnificenza, rimane impresso per le tante leggende che vi sono legate. C’è uno spartiacque essenziale, infatti, nella storia della città di Panama e che le diede l’attuale forma abitativa: l’incursione del pirata Henry Morgan sul finire del Seicento. L’altare di questa chiesa è uno dei pochi tesori della città che ne rimase immune grazie, si dice, all’abilità di un prete: secondo una leggenda, questi, poco prima dell’arrivo di Morgan, dipinse completamente di nero l’altare d’oro, raccontando al pirata che l’originale era stato rubato durante un precedente assedio e convincendolo addirittura a donare un’ingente cifra per sostituirlo; un’altra leggenda racconta invece che lo stesso parroco, per difendere il sacro altare dalle grinfie del pirata, ne nascose i pezzi in mare e li recuperò solo in un momento successivo.

Chiesa San Josè Panama
L’altare aureo della Chiesa di San José è oggetto di tante leggende che hanno a che vedere con la fondazione del nuovo centro abitato della città. Foto di Virginia Dara

Merita una visita anche Plaza de Francia, una delle tante punte sul mare di Panama City: ha delle lapidi che ricordano il contribuito che i francesi diedero alla costruzione del Canale di Panama, ancora oggi una delle risorse economiche più strategiche per la città e per lo Stato e, soprattutto, una statua commemorativa del medico francese che, per primo, isolò e provò a debellare la zanzara responsabile della febbre gialla. Di interesse sono anche le ex prigioni sotterranee riconvertite in negozi, teatri, luoghi di svago.

Una passeggiata lungo il Paseo de Las Bóvedas permette di ammirare, anche se da lontano, il famoso Ponte delle Due Americhe e le navi in fila per poter attraversare il Canale di Panama ma, anche, di gustarsi una rinfrescante acqua di cocco o un raspado – una versione latinoamericana e multigusto della granita – o di acquistare souvenir e artigianato locale. Chi abbia intenzione di fare shopping, infatti, trova nel Casco Viejo tanti venditori ambulanti o vere e proprie fiere dell’antiquariato, quanto piccoli negozi esclusivi ma anche molto chic.

Inoltre, nel Casco Viejo si trova anche la cattedrale della città di Panama (anche detta Catedral Metropolitana), dedicata alla Vergine Assunta e da poco restaurata in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù 2019.

Panama City
Cattedrale della città di Panama, dedicata alla Vergine Assunta. Foto di Virginia Dara

Mangiare, bere e divertirsi al Casco Viejo, come veri abitanti locali

Mangiare al Casco, invece, come farebbero dei veri locali, significa fare una tapas al Tantalo: il locale, in stile industrial-chic, ha all’interno murales di alcune icone ormai diventate pop della cultura latino-americana, serve un mix di piatti tipici della cucina locale e dal sapore decisamente più internazionale e, come molti bar della città, è attento alla causa del plastic-free; soprattutto, però, Tantalo ha una terrazza panoramica da cui è possibile osservare i tetti del Casco e la Cinta Costera con i suoi grattacieli al suono di musica fusion e sorseggiando un cocktail.

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Il Tantalo è uno dei locali più in voga del Casco Viejo e frequentato tanto da turisti, quanto da locali. Foto di Virginia Dara

Specie in giornata, ci si può invece fermare al Mercado de Mariscos: si tratta letteralmente di un mercato del pesce dov’è possibile assaggiare anche le specialità del luogo, dalla frittura di pesce a una zuppa considerata miracolosa per curare i postumi di una sbornia, all’immancabile cevice, ossia pesce marinato e servito con frutta tropicale e chips di platano o yucca. Serve sapere però che, per gli standard europei, potrebbe risultare un posto senza troppe pretese, come lo sono del resto i prezzi di un pasto.

Piatti tipici di Panama
Tra i piatti tipici della zona, e più in generale della cultura ispanica, esistono diverse versioni del cevice: pesce marinato e servito con chips di platano o yucca. Foto di Virginia Dara

La Cinta Costera: dove (e come) osservare lo skyline della città

Una passeggiata a piedi o in macchina nella Cinta Costera vi porterà a vedere l’oceano e più da vicino i grattacieli che dominano lo skyline della città. Si tratta per lo più di hotel di lusso – quello col profilo a vela è l’ex Trump Hotel, ora nella catena Marriot –, sedi di banche e istituti finanziari, centri commerciali e casinò.

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Lo skyline di Panama City visto dalla Cinta Costera. Foto di Virginia Dara

Uno degli edifici più facili da visitare, anche se non si è intenzionati a fare shopping o a giocare d’azzardo è l’Hard Rock Café: costruito rispettando gli stili della catena, ha al suo interno cimeli di star del mondo della musica ma è apprezzato dai turisti anche e soprattutto per una terrazza panoramica da cui godere di una vista impareggiabile sulla città.

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La vista dalla terrazza panoramica al sessantaduesimo piano dell’Hard Rock Café Panama. Foto di Virginia Dara

Come muoversi a Panama City

La Cinta è, comunque, uno dei punti migliori da cui veder sfrecciare i Diablo Rojos, tradizionali bus cittadini. Hanno il corpo coloratissimo, spesso decorato con scene di film, personaggi reali o inventati che fanno parte della cultura popolare o figure religiose e con luci e decorazioni luminose che ne suggeriscono il nome (spesso quello della madre di chi lo conduce o non di rado di amici e familiari morti).

La guida di questi diavoli rossi, spesso usati da chi vive a Panama City anche e soprattutto per raggiungere la provincia, è a dir poco sportiva: per questo, sì, è senza dubbio più piacevole osservarli passare a gran velocità nel traffico della Cinta che starci sopra.
Più in generale, per muoversi in città i mezzi pubblici non sono forse la soluzione più sicura: meglio scaricare Uber prima di partire e preferirlo anche ai taxi gialli della città, anche per una questione economica.

Una città dai tanti contrasti: l’altra anima panamense tra Calidonia e il mercato di Abastos

È probabile che, per arrivare o andar via dalla Cinta Costera, si percorrano strade che guardano direttamente sui quartieri più popolari della città, come Calidonia. È in questo frangente che ci si rende conto dei profondi contrasti che, a ben guardare, rappresentano l’anima della città di Panama. Case ed edifici in completo stato di abbandono, costruzioni con tetti in lamiera abitati da più famiglie o famiglie numerose, venditori ambulanti di qualsiasi genere alimentare e bambini che giocano scalzi in strada rappresentano l’altra medaglia di un’urbanizzazione repentina e a tratti non sostenibile.

Se accompagnati da un locale e se appassionati di whole food, potrebbe valere la pena una sosta al mercato di Abastos: al suo interno si trova praticamente qualsiasi genere di frutta tropicale, venduta a prezzi davvero convenienti, e altri prodotti tipici della zona come la yucca.

Panama City
Scene quotidiane al mercato di Abastos. Foto di Virginia Dara

Se si visita la Panama City durante le festività natalizie può capitare di imbattersi nelle contrattazioni per l’acquisto di un tacchino (vivo) e nella sua successiva macellazione: una scena di ordinaria amministrazione ma che potrebbe risultare un po’ cruenta per chi è solito aggirarsi tra i banchi frigo della grande distribuzione.

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Tacchini in vendita al Mercato di Abastos per la tradizionale cena di Natale. Foto di Virginia Dara

Alla scoperta del volto naturalista della città di Panama

L’istmo del Panamà è caratterizzato, comunque, da una grandissima biodiversità e ospita flora e fauna molto ricche e che, come si accennava, rappresentano delle grandi attrazioni per chi ama la natura. La foresta pluviale è, in particolare, il grande tesoro del Paese, nonostante l’urbanizzazione incontrollata dell’ultimo secolo, di cui si è già detto, rischia di creare danni sistemici e con ripercussioni sul clima, sull’abitabilità della zona da parte di specie animali e vegetali una volta caratteristiche.

Il parco nazionale metropolitano

Panama City vanta, in questo senso, quella che è forse la più grande porzione di foresta pluviale all’interno della città: il Parque Metropolitano, infatti, è grande oltre 260 ettari e dista appena dieci minuti dal centro città. Lo si può visitare da soli o accompagnati da una guida e i suoi due sentieri, per quanto lunghi, non presentano particolari difficoltà e possono essere percorsi da tutti, anche dai più piccoli: basta vestirsi nel modo adeguato, indossare scarpe da trekking soprattutto nella stagione delle piogge e portare con sé dell’acqua.

Flora Panama
La stagione secca è uno dei periodi migliori per ammirare la flora del Parque Metropolitano, un’ampia porzione di foresta pluviale nel centro della città di Panama. Foto di Virginia Dara

Camminando per il parco si possono osservare fiori e alberi tipici della foresta pluviale semidecidua o farsi avvicinare da animali come iguane, pizote e bradipi. Proprio l’oso perezoso (o bradipo) è tra gli animali nazionali e visitando il parco con una guida si scoprono diverse curiosità, come ad esempio che la sua caratteristica andatura lenta dipende dalla dieta poco nutriente e molto pesante che segue oppure che una ricerca sulla pelliccia del bradipo ha permesso di scoprire che su di essa vi sono alghe e muschi che potrebbero essere utili nella lotta a forme tumorali e a malattie infettive. Con un po’ di fortuna, sulla strada per il Parco ci si può imbattere, poi, in un bradipo intento ad attraversare la strada: fermarsi e aiutarlo prendendolo in braccio è consigliato, considerato che non di rado sono vittime della guida poco attenta dei panamensi.
Un mariposario, inoltre, dovrebbe accogliere le farfalle del Parco, tra cui quella più tipica della zona dalla colorazione di un blu intenso. Il Parco, comunque, soprattutto nelle prime ore del giorno è un luogo ideale per gli amanti del bird watching: tante specie di uccelli, tra cui coloratissimi tucani, vivono qui.

Panama city pizote
Il pizote è uno degli animali in cui più facilmente si imbatte chi vista il Parco Nazionale Metropolitano. Foto di Virginia Dara

Una visita all’area protetta di Punta Culebra

Decisamente più a misura di bimbo è, invece, la visita al Centro Naturale di Punta Culebra: gestito dall’Istituto Smithsonian, conta numerose attività didattiche alla scoperta di flora e fauna del posto come lo spazio interamente dedicato alle rane, altro animale simbolo del Panamà, tanto da essere considerato un animale protettore dalle civiltà pre-colombiane che abitavano il Paese, oggi purtroppo minacciato dalla presenza dell’uomo.

Chi visita Punta Culebra può scoprire anche l’antica area di quarantena dove venivano portati gli operai del Canale che, lavorando alla sua costruzione, si ammalavano di febbre gialla, prima ancora che la malattia fosse identificata.

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Punta Culebra fu per molti anni un’area di quarantena che accoglieva gli operai che lavoravano alla costruzione del Canale di Panama colpiti da febbre gialla. Foto di Virginia Dara

La visita è un’ottima occasione anche per fermarsi sulla Causeway, una strada rialzata che collega quattro isolotti al largo della città e che è molto frequentata da chi vive a Panama per fare attività sportive, prendere il sole o concedersi una passeggiata al fresco della brezza oceanica, oltre che ben popolata di ristoranti e pub alla moda.

Appena fuori da Panama City: come cogliere lo spirito dello stato del Panamà

Spostarsi appena un po’ dal centro della città di Panama permette di vivere alcune esperienze uniche nel proprio genere e che danno il senso di quella varietà che caratterizza la storia e la vita più quotidiana del Paese.

L’area archeologica di Panama Viejo

Panama Viejo, per esempio, è il primissimo insediamento di Panama City, risalente al primo ventennio del Cinquecento, quando la città era l’unico presidio spagnolo sulla costa del Pacifico, crocevia per il mercato di metalli preziosi provenienti soprattutto dal Perù. Come già si è accennato, la zona fu attaccata negli anni Settanta del Seicento dal pirata Henry Morgan e da allora lasciata in totale stato di abbandono, tanto che per secoli i panamensi usarono quello che restava dell’antica città come fonte di materiale da costruzione, fino a quando l’UNESCO non dichiarò la zona di interesse culturale. La visita a Panama Viejo è, quindi, oggi né più e né meno che una visita a una zona archeologica: al suo interno risulta difficile riconoscere persino l’originaria pianta della città, ma è ben visibile la Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, tra tutti gli edifici il meglio conservato.

Panama City
I resti della Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, nell’area archeologica di Panama Viejo. Foto di Virginia Dara

Raccomandata solo di giorno, se non si ha paura del caldo afoso, soprattutto durante la stagione secca, e se si è abituati a camminare – per chi lo voglia, però, c’è anche un treno che conduce lungo tutta l’area archeologica – la visita si conclude con una tappa al Mercado dell’Artesanias.

Il mercato dell’artigianato: cosa comprare a Panama

Qui è possibile acquistare, a prezzi moderati, praticamente tutti gli oggetti di artigianato tipici del Paese, dagli animaletti in legno di cocobolo prodotti nel Darién a cesti intrecciati e maschere votive rappresentanti anch’esse animali sacri confezionati dalle popolazioni indigene degli emberà, passando per le molas, stoffe colorate rappresentative della cultura Guna Yala, e l’immancabile cappello Panama.

l Mercado dell’Artesanias a Panama City
l Mercado dell’Artesanias è il luogo ideale per comprare souvenir e altri oggetti tipici dell’artigianato del Paese. Foto di Virginia Dara

In città c’è l’imbarazzo della scelta quanto a posti in cui acquistare un panama, il tradizionale cappello bianco, a falde larghe realizzato con fibre di palma toquilla, palma nana, e chiunque avrà da dispensare consigli su come riconoscerne uno di qualità da uno di cattiva fattura, commerciale, spesso destinato ad acquisti turistici. Quello che non molti sanno, però, è che il panama non è il copricapo tradizionale del Paese: prodotto in Ecuador, prese questo nome perché la città fu per anni il principale snodo commerciale per le esportazioni verso l’Occidente e a rafforzare il legame del copricapo con la città fu il fatto che Roosevelt decise di indossarlo per presenziare all’apertura del Canale.

Panama City
In città si trovano praticamente ovunque panama, cappelli a falde larghe e in fibra di palma nana prodotti, però, originariamente in Ecuador e solo esportati dal Paese. Foto di Virginia Dara

Il vero cappello simbolo dello Stato, però, è il sombrero pintado, decorato con i colori nazionali (il blu e il rosso) e da portare alzato sulla fronte.

Il Ponte delle Americhe

Attraversando l’Avenida Balboa che porta fuori dalla città, si intravede e ci si può fermare a osservare il Ponte delle Americhe, un ponte ad arco in ferro attraversato ogni giorno da oltre 35mila veicoli e, per questo, uno degli snodi di traffico più importanti della città. La sua costruzione, interamente finanziata dall’America, è collegata alle vicende della costruzione del Canale di Panama: ci si accorse, infatti, in itinere che la città di Panama e quella di Colón sarebbero rimaste inevitabilmente divise dal progetto originario francese e ciò poneva dei problemi anche pragmatici legati allo spostamento delle squadre operaie. La costruzione del ponte impiegò dieci anni, dal 1952 al 1962, e per lungo tempo, prima dell’inaugurazione nei primi anni del Duemila, fu l’unico ponte a collegare l’America del Nord e l’America del Sud. Quando ci si ferma ad ammirarlo non si può non notare  anche il traffico e le navi in attesa di attraversare il Canale.

Ponte delle Americhe
Per molto tempo il Ponte delle Americhe fu, come suggerisce lo stesso nome, l’unico ponte a collegare le due Americhe. Oggi è uno degli snodi automobilistici più importanti per il Paese. Foto di Virginia Dara

Il Cerro Ancon: il punto più alto di Panama City

Il cerro Ancon, infine, con la sua altitudine di quasi 200 metri sul livello del mare è il punto più alto della città di Panama. Situato tra una zona residenziale e la cosiddetta Zona del Canale, dove si trovano ancora oggi uffici amministrativi e di rappresentanza del Canale di Panama, è coperto di vegetazione e contribuisce ad alimentare il verde della città. Poche le ragioni per visitarlo, a meno di non voler vedere sventolare da vicino quella bandiera dello stato del Panamà che si intravede, alzando gli occhi, da ogni zona della città.

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Il cerro Ancon è il punto più alto della città di Panama, da cui è possibile veder sventolare la bandiera dello Stato. Foto di Virginia Dara

 

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