Ravello, un angolo di paradiso della costiera amalfitana

Ravello, meraviglioso borgo che si affaccia sul golfo di Salerno, è uno dei paesini più suggestivi della costiera amalfitana. Ecco cosa vedere a Ravello.

Ravello è un piccolo centro abitato nell’entroterra della costiera amalfitana, si affaccia sul golfo di Salerno e si trova tra Amalfi e Minori su uno sperone a circa 300 metri di altitudine. È stata città della Repubblica Marinara di Amalfi nel IX secolo e fa parte del patrimonio mondiale dell’umanità dal 1996. Prima di parlare di cosa vedere a Ravello ecco giusto qualche accenno e informazione sulla sua storia.

Poche importanti tappe della storia di Ravello, tra letteratura e artisti

Nel 1137 fu distrutta dalla Repubblica di Pisa che provocò un declino economico e gran parte della popolazione di Ravello si trasferì a Napoli. Tra il X e il XIII secolo, invece, raggiunse il massimo splendore sia dal punto di vista economico che culturale.

Nel 1300 vi soggiornò Giovanni Boccaccio, che restò così rapito dal luogo da dedicarvi un passaggio del suo Decamerone.

Nel corso dei secoli, Ravello ha visto passeggiare tra i suoi vicoletti altri personaggi illustri della letteratura, della musica e del cinema, come ad esempio Virginia Woolf, Wagner, Churchill, Escher e Toscanini.

panorama ravello costiera amalfitana
Panorama della Costiera Amalfitana

Cosa vedere a Ravello: il giardino della Costiera Amalfitana

Quasi tutte le attrazioni di Ravello sono concentrate intorno alla piazza principale, attraverso la quale è possibile percorrere le stradine caratterizzate da caffè e negozietti che vendono souvenir. Le principali cose da vedere a Ravello sono il Duomo e le due ville storiche: Villa Rufolo e Villa Cimbrione.

Duomo

Giunti a Ravello, in fondo alla piazza principale, si erge il Duomo costruito nel 1086 e dedicato a Santa Maria Assunta.

Nel corso dei secoli il Duomo di Ravello ha subito una serie di interventi di restauro. Realizzato in stile romanico, fu trasformato poi in barocco e, con l’ultimo restauro del ‘900, le navate sono state riportate allo stile originario.

Elemento di notevole bellezza è il portale in bronzo, caratterizzato da una serie di quadranti che raffigurano uomini e animali.

ravello duomo piazza
Duomo di Ravello

All’interno del Duomo troviamo la cappella di San Pantaleone, patrono di Ravello. Il Santo fu un medico dell’Asia minore, martire nel 305 d.C. durante le persecuzioni contro i cristiani di Diocleziano.

Al centro della cappella c’è un dipinto che raffigura il martirio del Santo e custodisce l’ampolla col sangue che ogni 27 luglio si liquefà.

Lateralmente al Duomo, in via Wagner, si trova il Museo dell’Opera, che conserva il busto di marmo di Sigilgaita Rufolo, moglie del mercante Nicola Rufolo che commissionò il pulpito della Cattedrale.

Villa Rufolo

A chi si chieda cosa vedere a Ravello dobbiamo dire che Villa Rufolo è assolutamente da non perdere!

La storia di Ravello è legata alle vicende di Villa Rufolo, uno stupendo complesso costruito tra il 1270 e il 1280.

Villa Rufolo Ravello
Ingresso Villa Rufolo

La Villa prende il nome dai suoi primi proprietari, la famiglia Rufolo, una potente famiglia di mercanti, proprietari di terreni e case, vissuta nel secolo XI e che avevano rapporti commerciali con alcune regioni dell’Italia meridionale e con l’Oriente. Grazie a Nicola Rufolo che sposò Sigilgaida della Marra, sorella di Angelo I tesoriere del Regno di Federico II, la famiglia Rufolo divenne banchiere del Regno Angioino.
Durante le guerre del vespro, però, gli Angioini in lotta contro gli Aragonesi avevano bisogno di risorse economiche ed escogitarono un complotto ai danni delle famiglie Rufolo e Marra per impadronirsi dei loro possedimenti. Accusati di avere contatti con gli aragonesi e quindi di tradimento, furono arrestati e alcuni di essi vennero decapitati. Giunse, così, il declino della famiglia Rufolo.

Col passare dei secoli Villa Rufolo subì così innumerevoli danni: fu abbandonata e perse il suo splendore, ma tutto cambiò nel 1800, soprattutto grazie a Sir Francis Nevile Reid, come vedremo a breve.

Iniziando la visita a Villa Rufolo, all’ingresso troviamo la torre (sulla mappa corrisponde al numero 1), costruita solo come ornamento e non a scopo difensivo.
Superato il viale d’ingresso e il piccolo chiostro moresco (numero 2) – realizzato cioè in stile islamico – si arriva al cortile che porta alla Torre Maggiore (numero 4), un edificio alto trenta metri e suddiviso in tre piani. La torre era accessibile solo attraverso una scala in legno piuttosto pericolosa, ma dal 2017 è visitabile attraverso una scala in acciaio e vetro ispirata alle illusioni ottiche di Escher, il famoso incisore e grafico olandese che soggiornò a Ravello nella primavera del 1923.  Su ogni piano ci sono esposizioni multimediali che raccontano la storia di Villa Rufolo e mostrano immagini di Ravello.

 

Cosa vedere a Ravello: villa rufolo
Screenshot della mappa interattiva Villa Rufolo. Fonte: https://villarufolo.com/mappa-interattiva/

Villa Rufolo ospita meravigliosi giardini realizzati da Sir Francis Nevile Reid, un nobile scozzese che acquistò l’edificio nel 1851 dai Marchesi d’Afflitto e cercò di riportare la struttura agli antichi splendori, restaurando il palazzo e il giardino e aggiungendo piante esotiche e mediterranee.
In un’intervista al programma Italia Segreta, del network televisivo Marcopolo, il direttore di Villa Rufolo, Secondo Amalfitano, racconta infatti che: «Nell’Ottocento Sir Francis Nevile Reid acquistò la residenza – che era in rovina – per farne la serra e l’orto botanico della sua villa napoletana, ma si innamorò di questo posto e si trasferì qui per ricostruire quello che oggi vediamo come giardino, che è di fatto il classico giardino romantico dell’Ottocento. Con Nevil Reid ci fu la ripartenza che incrociò il Gran Tour – viaggio di istruzione in Europa intrapreso da molti giovani dell’aristocrazia europea a partire dal 1600, ndr –, ripartenza che significa rifioritura in tutti i sensi, sia fisico con questo spettacolo cromatico, ma soprattutto con la rifioritura della villa».

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Terrazza di Villa Rufolo

Nella parte finale del complesso c’è il famoso belvedere (numero 8) che dà una straordinaria vista sul golfo di Salerno e nella parte inferiore ci sono altri giardini (numero 18) raggiungibili attraverso una serie di scalini. Ed è proprio in quest’area che viene montato un grande palco proteso verso il vuoto, e sul quale ogni anno si tiene il Ravello Festival, nato negli anni Trenta in onore di Wagner. Tra i vari personaggi illustri arrivati a Ravello, infatti, c’è stato il celebre compositore Wagner che, da quanto si racconta, vi restò per poche ore ma rimase così affascinato dal posto, e in particolare proprio dai giardini di Villa Rufolo, che trovò l’ispirazione per una scena del Parsifal. Il compositore tedesco affermò la celebre frase: «Il giardino di Klingsor è finalmente trovato».

La Villa è visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle  21.00 (ultimo ingresso 20.30), mentre la Torre Maggiore tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30 (l’ultimo ingresso è alle 17.00). Tutte le informazioni aggiornate su orari e prezzi del biglietto li trovate comunque sul sito ufficiale di Villa Rufolo.

Villa Cimbrone

Da vedere a Ravello c’è anche Villa Cimbrone, che si trova su uno sperone roccioso, è raggiungibile con una passeggiata di dieci minuti dalla piazza di Ravello ed è caratterizzata da meravigliosi giardini inglesi. Oggi è un costosissimo hotel privato a cinque stelle, ma la parte esterna è aperta al pubblico e pertanto i giardini sono visitabili.

La visita a Villa Cimbrone inizia da una cripta e successivamente a un chiostro. Proseguendo si arriva al Viale dell’Immenso, un vialetto circondato sui lati e sulla parte superiore da piante e fiori che accompagna il visitatore verso lo straordinario belvedere, conosciuto anche come Terrazza dell’Infinito, da cui è possibile vedere gran parte della panorama della costiera amalfitana. Nei giardini ci sono statue e tempietti, come ad esempio il Tempio di Bacco o la Grotta di Eva.

 

Ravello - Villa Cimbrone
Il terrazzo dell’infinito che affaccia sul golfo di Salerno.

Come arrivare a Ravello

Raggiungere Ravello non è comodissimo, poiché ci sono innumerevoli curve da percorre, ma una volta arrivati lì ne sarà valsa decisamente la pena.

In auto

Sia per chi arriva in autostrada da nord che per chi parte da sud è possibile uscire a Vietri sul Mare e proseguire per i comuni che si trovano in costiera: Cetara, Maiori e Minori. Nella parte finale del paese di Minori ci sono indicazioni per Ravello che portano lungo una strada di montagna.

In estate, quando di solito la costiera è altamente trafficata, potrebbe essere più comodo percorre l’A3 (parte della strada europea E45 Napoli-Salerno) e uscire ad Angri Sud e proseguire per il Valico di Chiunzi, una strada di montagna che collega alcuni comuni del salernitano con la costiera.

In autobus

Ravello può essere raggiunta anche con i mezzi di trasporto pubblici e, in particolare, con gli autobus della SITA. Sia da Salerno che da Napoli non esistono collegamenti diretti per Ravello, ma è necessario fare scalo ad Amalfi.
Per la costiera:
– da Salerno ci sono molte corse che partono per la costiera, il tempo di viaggio per Amalfi è di circa 1 ora e 30 minuti, variabile in base al periodo, e parte un autobus ogni 15-30 minuti;
– da Napoli, invece, ci sono poche corse al giorno e variano in base al periodo, ma per raggiungere Amalfi occorrono circa 2 ore.
Da Amalfi, infine, partono molte corse verso Ravello e il viaggio dura circa 30 minuti.

Per le informazioni relative ai costi dei biglietti è possibile visitare il sito Unico Campania, il consorzio che gestisce i prezzi del trasporto nella regione.

 

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