Il buddismo come filosofia di vita raccontato da Francesco e Diego

Due giovani volontari dell'Istituto Lama di Napoli, Francesco e Diego, ci spiegano perché il buddismo è una filosofia di vita e come la vivono.

Nel nostro viaggio alla scoperta del buddismo a Napoli abbiamo visitato l’Istituto Lama Tzong Khapa e il vihara (ovvero tempio buddista) che si trova a Frullone, per comprendere se il buddismo è una filosofia di vita, una religione, una pratica o se è tutte queste cose insieme.

All’Istituto Lama di Napoli abbiamo avuto modo di intervistare il responsabile Sergio Marra, che ci ha raccontato di come si diventa buddisti, di quanto sia importante rispettare alcuni principi e meditare, nonché delle attività che vengono svolte nella struttura.

🔎 Per approfondire leggi → Diventare buddisti: ecco di cosa abbiamo parlato con Sergio Marra

Di come venga vissuta la spiritualità nel quotidiano e di come alcuni ragazzi di Napoli si siano avvicinati alla filosofia buddista abbiamo invece parlato con Francesco e Diego che frequentano l’Istituto come volontari. Ecco di seguito l’intervista che approfondisce il perché, nella loro esperienza e percezione, il buddismo è una filosofia di vita.

Quali sono i compiti che svolgete nell’Istituto Lama di Napoli?

(Francesco) «Ci occupiamo entrambi della comunicazione dell’Istituto e siamo volontari. Principalmente ci occupiamo di comunicare gli eventi, agli iscritti all’Istituto sulla pagina Facebook, online, ma contattiamo anche ospiti, persone che devono venire all’Istituto a presentare le loro attività.»

(Diego) «E in più pratichiamo meditazione e una volta a settimana seguiamo corsi sul Buddismo

Cosa fate nella vita?

(Francesco) «Io sono un aspirante biologo, studio biologia e pratico aikido, che un’arte marziale giapponese spirituale, e a causa dell’aikido sono qua per la ricerca spirituale

(Diego) «Io lavoro nel sociale, lavoro con un’organizzazione che si occupa di minori.»

Cosa vi ha spinto ad avvicinarvi al Buddismo?

Francesco Diego Istituto Lama buddismo
Francesco e Diego, volontari all’Istituto Lama Tzong Khapa di Napoli

(Francesco) «Sono sempre molto interessato allo studio del sé, diciamo all’introspezione e alla spiritualità in generale. Come dicevo, attraverso l’aikido, quindi attraverso un’arte marziale, ho imparato ad apprezzare elementi come la concentrazione e la meditazione e lo studio del proprio corpo e quindi anche della mente, e quest’ultima cosa è stata poi quella che mi ha più affascinato del buddismo, cioè lo studio della propria mente come scienza della mente. Quindi, sia da un approccio scientifico che da quello spirituale, mi interessa imparare a studiare la mente, i meccanismi della mente e, poi, anche come cambiarla.»

(Diego) «Io prima già praticavo diversi tipi di meditazione e seguivo online le attività dell’Istituto di Pomaia, però mi era difficile raggiungerlo logisticamente. Poi sono venuto a conoscenza dell’Istituto Lama di Napoli e ho saputo che facevano dei corsi di meditazione e quindi ho cominciato a praticare meditazione qui all’Istituto. In più seguo le attività settimanali dell’insegnamento del Dharma.»

C’è un motivo per il quale seguite questa fede?

(Francesco) «Per me è proprio cambiare la mia mente, capire me stesso, capire ogni aspetto di me.»

(Diego) «Io non la percepisco come una fede, non la considero una fede, quanto più come un percorso, una pratica, un esercizio costante e quindi per me, che sono un praticante della meditazione buddista, è un vero e proprio esercizio quotidiano, una pratica, non la considero una fede.»

(Francesco) «Una cosa fondamentale secondo me è proprio questa: il buddismo è vero che può essere considerato come una religione, ma secondo me la cosa più appropriata come definizione è filosofia.

Il buddismo è una filosofia di vita.

Una filosofia di vita che può essere, sì, adottata come una fede – nel senso che si ha fiducia di alcuni principi, di alcuni insegnamenti – ma proprio come una filosofia va studiata, ricercata e approfondita nel particolare, proprio onde evitare poi insegnamenti erronei o cose che si possono capire male, che si possono fraintendere. Ed è uno dei motivi per cui mi sono iscritto a una delle attività dell’Istituto Lama Tzong Khapa, al Basic Program Online, che è proprio un percorso dove si studiano i testi buddisti e ovviamente insegnano anche a distanza come fare la meditazione, come praticare.»

Come vivete la vostra spiritualità durante il giorno? Dedicate momenti quotidiani alla spiritualità?

Francesco Istituto Lama
Francesco, aspirante biologo, studia biologia e pratica aikido

(Francesco) «Penso che la cosa più difficile che c’è nel Buddismo, come praticamente in tutte le attività fondamentali dal punto di vista della salute, è la costanza. È  difficile dire che una persona pratica se fa ad esempio una meditazione una volta alla settimana o se viene in Istituto una volta a settimana. Quindi il mio sforzo, anche positivo, durante la giornata è quello di studiare e meditare anche in brevissimi tempi durante il giorno, anche 10 minuti, un quarto d’ora, 20 minuti.»

(Diego) «Non lo definirei solo un esercizio di spiritualità, io pratico meditazione e cerco di farlo almeno 3-4 volte alla settimana e quando riesco quotidianamente. Non è un esercizio solo di spiritualità, perché la pratica della meditazione innanzitutto è un esercizio del corpo e quindi è un esercizio sul respiro, per la calma della mente, per la calma morale e quindi attraverso l’esercizio del corpo si fa anche un esercizio della mente, è un esercizio per ricentrarsi, per orientarsi e quindi di consapevolezza.

Fare un esercizio sulla consapevolezza del tuo corpo e della tua mente è un modo per riconoscersi ma anche per conoscere, per esplorare, e quindi diventa una pratica, uno strumento che ti permette di attraversare la realtà con un’altra prospettiva, con un’altra visione, anche con un altro modo di essere.  È questo l’esercizio vero di spiritualità secondo me.»

Come hanno accolto i vostri genitori, i vostri amici questa scelta? È strano oppure normale?

(Francesco) «Io penso che c’è ancora per la stragrande maggioranza delle persone un certo pregiudizio nei confronti del buddismo. Nel senso che da un punto di vista da cattolico, cioè da una formazione religiosa precedente, si vede il buddismo come un’altra religione o competitiva o un qualcosa che sostituisce appunto il cattolicesimo o un’altra religione, invece penso che vada integrata. Da un punto di vista personale i miei genitori mi hanno consigliato di fare un percorso del genere. Pur non essendo buddisti – e, a dir la verità, nemmeno io definisco buddista ma studioso di buddismo – basta essere di larghe vedute e questo è l’approccio migliore.»

Diego Istituto Lama
Diego, si occupa della comunicazione dell’Istituto Lama Tzong Khapa

(Diego) «Anche io ci vado piano nel definirmi buddista. Sono praticante, pratico meditazione e studio, quando posso, il buddismo. I miei amici, le persone che mi conoscono, sono in realtà molto incuriositi e, soprattutto quando condivido qualche insegnamento che ho ricevuto dalla pratica dal Buddismo, da qualche Maestro, sono molto desiderosi di sapere, perché riescono a intuire che dietro questo insegnamento c’è la disciplina, c’è un esercizio, c’è una forma di saggezza molto positiva, molto compassionevole, e quindi spesso sono molto curiosi e mi chiedono difatti altre informazioni.»

 

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